Basilicata, 2 miliardi alle imprese tra Zes Unica e nuovi investimenti
22/04/2026
A Potenza si è svolta una nuova tappa del roadshow nazionale promosso da Confindustria e Intesa Sanpaolo dedicato a investimenti, innovazione e credito, con un focus specifico sulla Basilicata e sulle opportunità offerte dalla Zes Unica del Mezzogiorno. Al centro dell’incontro, ospitato nel quadro dell’accordo quadriennale 2025-2028 tra il sistema confindustriale e il gruppo bancario, il tema delle leve concrete per rafforzare il tessuto produttivo lucano e accompagnare le imprese in una fase considerata decisiva per il futuro dello sviluppo nel Sud.
Due miliardi per sostenere lo sviluppo del sistema produttivo lucano
L’elemento più rilevante emerso nel corso dell’iniziativa riguarda la dotazione finanziaria messa a disposizione delle imprese lucane: 2 miliardi di euro destinati a sostenere nuovi investimenti, rilanciare la competitività e favorire la crescita del sistema produttivo regionale. Una cifra che si inserisce nell’accordo siglato per il quadriennio 2025-2028 e che viene presentata come uno degli strumenti principali per accompagnare le aziende della Basilicata in una fase di trasformazione economica legata sia alla transizione digitale sia a quella sostenibile.
Nel corso dei lavori è stato evidenziato anche il ruolo della Zes Unica, indicata come leva strategica per stimolare investimenti, migliorare la connettività economica e rafforzare la competitività delle imprese locali. Il messaggio condiviso dai partecipanti è che la combinazione tra semplificazione amministrativa, incentivi e credito possa rappresentare un fattore decisivo per attrarre nuovi insediamenti produttivi e consolidare quelli già presenti.
Il roadshow di Potenza tra analisi economica e strumenti operativi
Ad aprire l’appuntamento sono stati Francesco Somma, presidente di Confindustria Basilicata, e Alessandra Modenese, direttrice regionale Basilicata, Puglia e Molise di Intesa Sanpaolo. A seguire, Massimo Deandreis, direttore generale di SRM, ha tracciato il quadro macroeconomico del Mezzogiorno e del territorio lucano, mentre Vincenzo De Marino, direttore commerciale Imprese Basilicata, Puglia e Molise di Intesa Sanpaolo, ha illustrato gli strumenti messi a disposizione dal gruppo bancario per favorire gli investimenti nella Zes.
La tavola rotonda successiva ha coinvolto anche Giuseppe Romano, coordinatore della Struttura di missione Zes, che ha richiamato le peculiarità delle misure dedicate ai nuovi insediamenti produttivi, e Natale Mazzuca, vicepresidente Confindustria per le Politiche strategiche per lo sviluppo del Mezzogiorno. Il confronto ha restituito un quadro in cui gli strumenti esistono, ma richiedono continuità, stabilità normativa e una visione industriale capace di accompagnare il Sud oltre la fase straordinaria del PNRR.
Le imprese lucane tra ripresa, export e nodi infrastrutturali
Le analisi presentate da SRM indicano per il 2026 una crescita del Pil dello 0,7% sia per il Mezzogiorno sia per la Basilicata, dato leggermente superiore alla media nazionale dello 0,6%. Le stime, tuttavia, vengono lette con prudenza, perché strettamente legate allo scenario geopolitico e al rischio che un eventuale prolungamento dei conflitti possa dimezzare gli effetti attesi già nel 2026, con ricadute anche sull’anno successivo.
La Basilicata, si legge nell’analisi, esprime circa il 3% del valore aggiunto complessivo del Mezzogiorno, pari a quasi 13,5 miliardi di euro. La struttura economica regionale mostra un peso rilevante di agricoltura e industria, con la manifattura che conta 2.648 imprese, 13.700 occupati e 1,1 miliardi di euro di export. In particolare, agroalimentare e automotive restano settori trainanti, mentre il turismo ha superato nel 2025 quota 2,8 milioni di presenze, andando oltre i livelli del 2019 soprattutto grazie alla componente internazionale.
Zes Unica, opportunità concrete ma anche squilibri da correggere
Nel dibattito emerso a Potenza, accanto agli elementi di fiducia non sono mancati i richiami alle criticità. Natale Mazzuca ha sottolineato che il Mezzogiorno ha registrato una crescita superiore alla media nazionale, sostenuta dagli investimenti, ma che questo non basta ancora a colmare i divari storici. Per il vicepresidente di Confindustria, la priorità è trasformare la fase favorevole in sviluppo strutturale, evitando interventi isolati e puntando invece alla costruzione di veri ecosistemi produttivi.
Sulla stessa linea Francesco Somma, che ha definito la Zes Unica una leva strategica anche per la Basilicata, ma ha richiamato il nodo dell’eccessiva concentrazione territoriale delle autorizzazioni uniche e la necessità di garantire condizioni di partenza più equilibrate a territori come quello lucano, penalizzati da una sottodotazione infrastrutturale e da una minore intensità delle agevolazioni. Un punto che riporta al centro il tema delle disparità interne al Mezzogiorno e della necessità di calibrare le politiche industriali in funzione delle reali esigenze dei territori.
Anche Intesa Sanpaolo ha rimarcato la propria linea di sostegno al sistema economico regionale, ricordando di aver erogato nel 2025 oltre 250 milioni di euro tra famiglie e imprese lucane. La banca punta ora a rafforzare l’accompagnamento alle Pmi locali attraverso due direttrici principali: investimenti nella Zes e finanza straordinaria per favorire crescita dimensionale e capacità competitiva. Il roadshow di Potenza consegna così l’immagine di una Basilicata che prova a giocare la propria partita tra risorse disponibili, potenzialità produttive e necessità di non disperdere una fase che molti, nel confronto di ieri, hanno indicato come decisiva.
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Andrea Bianchi è web editor e reporter digitale specializzato in eventi e vita urbana. Racconta la città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e videocamera.