Basilicata, Latronico: “Personale sanitario, servono equilibrio e sostenibilità”
22/04/2026
Il confronto sul fabbisogno di operatori socio-sanitari in Basilicata e sull’utilizzo delle graduatorie concorsuali entra nel dibattito politico e amministrativo regionale, con l’assessore alla Salute Cosimo Latronico che interviene per ribadire un principio netto: la programmazione del personale non può essere piegata a spinte contingenti o a richieste di categoria, ma deve restare ancorata a criteri di razionalità, sostenibilità economica e coerenza normativa.
Il nodo delle graduatorie e del fabbisogno OSS
L’assessore affronta direttamente il tema emerso nelle ultime settimane, legato alla presenza di una graduatoria vigente per operatori socio-sanitari derivante da un concorso unico regionale caratterizzato da pochi posti banditi e da un numero elevato di idonei. Attorno a questa situazione si sono concentrate richieste precise: lo scorrimento immediato della graduatoria, la proroga della sua validità, la revisione dei piani triennali del fabbisogno e un rafforzamento del peso riconosciuto alla figura dell’OSS nel sistema sanitario regionale.
Per Latronico, però, impostare il dibattito in questi termini significa capovolgere la logica della programmazione. Secondo l’assessore, infatti, non può essere il Piano triennale del fabbisogno del personale ad adattarsi alla dimensione di una graduatoria, ma deve avvenire il contrario: il reclutamento va calibrato sulle reali necessità organizzative e assistenziali delle aziende sanitarie, mantenendo il bilanciamento tra le diverse professionalità presenti nel sistema.
Il Piano triennale come strumento guida
Nel ragionamento dell’assessore, il punto centrale è rappresentato proprio dal Piano triennale del fabbisogno del personale, indicato come lo strumento di riferimento per ogni scelta in materia di assunzioni. Latronico lo definisce un atto programmatorio flessibile ma rigoroso, costruito sulle esigenze delle aziende sanitarie e aggiornato periodicamente per tenere conto dell’evoluzione dell’organizzazione, del turnover e dei vincoli imposti dalla normativa nazionale.
La sua funzione, spiega, è quella di garantire equilibrio tra le professionalità necessarie al funzionamento del sistema sanitario e socio-sanitario. Non può dunque essere ampliato o modificato in funzione di una singola figura professionale, perché la qualità dell’assistenza si fonda sull’integrazione tra competenze diverse e non sulla prevalenza di un solo profilo, per quanto rilevante.
Scorrimenti possibili, ma entro limiti precisi
Latronico riconosce che gli aggiornamenti successivi dei piani triennali possono prevedere ulteriori disponibilità di posti, ma sottolinea che queste devono essere coperte nel rispetto delle regole sul reclutamento pubblico. Questo significa che lo scorrimento delle graduatorie esistenti è possibile soltanto entro i limiti consentiti dalla normativa vigente e dalle quote effettivamente disponibili, in un quadro che comprende anche altre modalità di assunzione, come le stabilizzazioni e le nuove procedure concorsuali.
Il concorso da cui deriva la graduatoria degli OSS, osserva l’assessore, rispondeva a un fabbisogno circoscritto e coerente con la programmazione valida al momento della sua indizione. Per questo, sostiene, non può essere utilizzato come base per ridisegnare in modo automatico o estensivo l’intera pianificazione del personale regionale.
Il ruolo degli OSS e i limiti dell’espansione
Un altro passaggio del chiarimento riguarda la richiesta di aumentare in modo significativo il numero dei posti destinati agli operatori socio-sanitari. Su questo fronte Latronico mette in guardia rispetto alle ricadute economiche e organizzative di una scelta del genere. Un incremento ampio, spiega, avrebbe un impatto finanziario rilevante e rischierebbe di entrare in contrasto sia con i limiti di spesa sia con il necessario equilibrio tra le diverse figure professionali che operano nella sanità.
L’assessore precisa comunque che la centralità dell’OSS non è messa in discussione. Al contrario, viene definita una figura già riconosciuta come fondamentale all’interno del sistema, anche grazie a percorsi formativi dedicati e all’aggiornamento continuo delle competenze. Ma questo riconoscimento, aggiunge, non può tradursi in un’espansione indiscriminata dei posti, perché ogni scelta deve inserirsi in un assetto organizzativo complessivo sostenibile.
La linea della Regione sulla programmazione
La posizione espressa da Latronico traccia una linea chiara della Regione Basilicata sul tema del personale sanitario: evitare interventi estemporanei e mantenere la programmazione dentro un quadro di sostenibilità, razionalità e rispetto delle regole. L’utilizzo delle graduatorie, nella prospettiva delineata dall’assessore, resta possibile ma subordinato al Piano triennale e ai limiti normativi previsti, senza deroghe dettate da pressioni settoriali o da una lettura parziale del fabbisogno.
Il messaggio finale è che la tutela della qualità dei servizi ai cittadini passa da un sistema capace di programmare in modo coerente, salvaguardando sia la tenuta dei conti sia l’equilibrio professionale all’interno delle aziende sanitarie. Un punto che lascia aperto il confronto politico e sindacale, ma fissa con nettezza l’impostazione con cui la Regione intende affrontare il tema delle assunzioni e delle graduatorie nel settore sanitario.
Articolo Precedente
Basilicata, 2 miliardi alle imprese tra Zes Unica e nuovi investimenti
Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.