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Giovani e salute mentale, il peso delle aspettative in Basilicata

20/05/2026

Giovani e salute mentale, il peso delle aspettative in Basilicata

Non è l’assenza di sogni a frenare molti giovani lucani, ma l’eccesso di pressione legato all’idea di dover scegliere presto, scegliere bene e soprattutto non sbagliare. Un disagio che spesso non si manifesta con gesti eclatanti, ma attraverso silenzi, immobilità e difficoltà a immaginare il futuro. È da questa osservazione che prende forma la riflessione della psicologa e psicoterapeuta Laura Sola, impegnata da anni sul territorio e recentemente protagonista di un confronto con gli studenti dell’Università della Basilicata durante gli open day dell’ateneo.

Nei corridoi universitari, tra colloqui orientativi e domande sul domani, emerge una fragilità diffusa che attraversa una generazione sospesa tra aspettative elevate e margini di incertezza sempre più stretti. In Basilicata, dove il tema della partenza verso altre regioni si intreccia inevitabilmente con quello dell’identità personale e professionale, il peso psicologico delle scelte assume una dimensione ancora più profonda.

La paura di sbagliare e la paralisi emotiva

Secondo Laura Sola, il disagio dei giovani prende spesso la forma di una “paralisi silenziosa”: ragazzi apparentemente presenti, preparati e motivati che però faticano a trasformare desideri e competenze in decisioni concrete. Una condizione alimentata dal timore di fallire, dal confronto continuo con modelli irraggiungibili e dalla sensazione di vivere in un contesto dove ogni scelta sembra definitiva.

La pressione sociale e familiare, unita alla precarietà lavorativa e alla difficoltà di immaginare prospettive stabili, produce nei giovani un senso di smarrimento che raramente viene espresso apertamente. Molti studenti, racconta la psicoterapeuta, vivono la costruzione del proprio percorso come un esame permanente, nel quale anche il minimo errore rischia di essere percepito come irreparabile.

In questo quadro si inserisce anche il rapporto con il territorio. Restare in Basilicata o partire per cercare opportunità altrove non rappresenta soltanto una decisione pratica, ma diventa una scelta esistenziale che coinvolge appartenenza, aspettative familiari e percezione del proprio valore.

La salute mentale come responsabilità collettiva

Per Laura Sola il rischio maggiore è affrontare il disagio giovanile come un fatto individuale, confinato esclusivamente negli studi specialistici o nelle emergenze cliniche. La salute mentale, invece, nasce da un equilibrio che coinvolge famiglie, scuola, università e contesto sociale.

L’esperienza maturata durante gli incontri con gli studenti Unibas ha evidenziato la necessità di ricostruire un dialogo tra generazioni spesso interrotto. I giovani chiedono ascolto autentico, spazi di confronto e adulti capaci di accogliere dubbi e fragilità senza trasformarli immediatamente in giudizi o aspettative.

La riflessione della psicoterapeuta invita così a superare una narrazione superficiale delle nuove generazioni, spesso descritte come fragili o disorientate senza interrogarsi sulle condizioni culturali e sociali che alimentano quel malessere. Il disagio psicologico, osserva Sola, non nasce nel vuoto, ma dentro relazioni, modelli educativi e prospettive collettive che riguardano l’intera comunità.

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Annalisa Biasi

Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.