Fauna selvatica, la Regione Basilicata assume la gestione dei centri di recupero
15/04/2026
Un passaggio istituzionale che segna un cambio di passo nella tutela della biodiversità lucana: la Regione Basilicata ha formalizzato l’acquisizione dei Centri di Recupero Animali Selvatici (Cras) di San Giuliano e Bosco Pantano di Policoro, attraverso la sottoscrizione di un protocollo che punta a rafforzarne ruolo e funzionamento. La firma è avvenuta presso il Dipartimento Ambiente alla presenza dell’assessore Laura Mongiello e dei rappresentanti delle istituzioni locali coinvolte.
L’accordo sancisce il trasferimento delle due strutture all’Ente regionale, con l’obiettivo di garantire una gestione più coordinata e strutturata. I Cras rappresentano infatti presìdi essenziali non solo per il recupero e la cura degli animali selvatici feriti o in difficoltà, ma anche per il monitoraggio degli ecosistemi e le attività di educazione ambientale in un territorio ad alta valenza naturalistica.
Una gestione più organica e orientata alla qualità
Con il nuovo assetto, la Regione assume direttamente la responsabilità di assicurare standard operativi elevati e continuità nelle attività. La gestione sarà affidata all’Ufficio Parchi, Biodiversità e Tutela della Natura, che coordinerà le funzioni strategiche dei centri, definendo indirizzi e modalità operative coerenti con le politiche ambientali regionali.
L’intento è quello di superare criticità pregresse e consolidare un sistema più efficiente, capace di rispondere con tempestività alle esigenze del territorio. Il rafforzamento dei Cras passa anche attraverso la valorizzazione delle competenze professionali e l’integrazione con le reti locali impegnate nella tutela ambientale.
Un investimento concreto sulla biodiversità
Il protocollo prevede la concessione gratuita delle strutture alla Regione per un periodo di venti anni, rinnovabile, con l’impegno a sostenere i costi di manutenzione ordinaria e i consumi. Si tratta di una scelta che evidenzia una volontà chiara di investire nel lungo periodo, riconoscendo ai centri un ruolo strategico nella gestione della fauna selvatica.
Le attività operative saranno successivamente affidate tramite convenzioni a enti e associazioni qualificate, in grado di garantire competenze specifiche e continuità nei servizi. Questo modello consente di coniugare governance pubblica e collaborazione con il territorio, rafforzando l’efficacia degli interventi.
Il passaggio alla gestione regionale rappresenta quindi un’evoluzione significativa nelle politiche ambientali lucane: non soltanto un riassetto amministrativo, ma una scelta che mira a consolidare strumenti fondamentali per la protezione degli ecosistemi e per la salvaguardia della fauna, in un contesto in cui la qualità ambientale assume un valore sempre più centrale.
Articolo Precedente
Ambiente e salute: il progetto LucAS al centro del confronto istituzionale
Andrea Bianchi è web editor e reporter digitale specializzato in eventi e vita urbana. Racconta la città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e videocamera.