Regione Basilicata, “Vite da salvare”: un cortometraggio contro l’uso del telefono alla guida
21/02/2026
C’è un istante che separa la normalità dalla tragedia. Un gesto meccanico, quasi impercettibile: lo sguardo che scende sullo schermo, una notifica che vibra, un messaggio letto “al volo”. È in quello spazio di pochi secondi che si consuma una delle cause più frequenti e sottovalutate degli incidenti stradali. Il cortometraggio “Vite da salvare” nasce da questa consapevolezza e sceglie di affrontarla senza scorciatoie narrative, mettendo al centro il tema dell’uso improprio del telefonino alla guida.
L’opera è ideata e scritta da Carmine Muscio e Alessandro Pisegna, con la regia di Antonio Petrino. Non si limita a elencare dati o a ribadire norme già note: prova a trasformare le statistiche in volti, le percentuali in storie, le cifre in conseguenze reali. Perché dietro ogni numero c’è una famiglia, un’amicizia, un futuro interrotto.
Dalla statistica all’impatto emotivo
Le campagne di sensibilizzazione spesso si muovono tra slogan e numeri. “Vite da salvare” sceglie una strada diversa: costruire un racconto visivo capace di entrare nella dimensione quotidiana dello spettatore, mostrando quanto sia fragile l’equilibrio che diamo per scontato quando siamo al volante.
L’uso del cellulare alla guida rappresenta una delle principali cause di distrazione. La percezione del rischio, però, resta distorta: si tende a ritenere che “un attimo” non possa fare la differenza. Il cortometraggio lavora proprio su questo scarto tra percezione e realtà, restituendo la portata concreta di una scelta che molti considerano banale.
Il linguaggio cinematografico diventa così strumento di prevenzione. Le immagini, la costruzione della tensione, l’immedesimazione nei protagonisti mirano a incidere più a fondo di qualsiasi ammonimento formale.
Un progetto che chiede responsabilità
Nella puntata di “Caleidoscopio” dedicata al tema, ospiti sono Carmine Muscio, ideatore e co-sceneggiatore, e il regista Antonio Petrino, che ha tradotto la visione narrativa in immagini. Il confronto permette di comprendere la genesi del progetto e la volontà di andare oltre la semplice denuncia.
“Vite da salvare” non punta il dito, ma invita a una riflessione diretta. Non si tratta soltanto di rispettare una norma del Codice della Strada: è una questione di responsabilità personale e collettiva. Ogni distrazione al volante coinvolge non solo chi guida, ma chi condivide la strada, chi attende a casa, chi incrocia casualmente quel veicolo.
Il titolo stesso racchiude il senso dell’iniziativa: non vite perdute, ma vite da salvare. Un’espressione che sposta l’attenzione dalla tragedia già consumata alla possibilità di evitarla. Spegnere lo schermo, per pochi minuti, può significare proteggere molto più di quanto si immagini.
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