Università, quasi 70mila studenti del Sud scelgono atenei del Centro-Nord
19/02/2026
La mobilità studentesca dal Mezzogiorno verso il Centro-Nord non è più un fenomeno che si manifesta soltanto dopo la laurea. Sempre più giovani anticipano la partenza già al momento dell’iscrizione all’università. Nell’anno accademico 2024-2025, quasi 70mila studenti meridionali – su un totale di circa 521mila iscritti – frequentano un ateneo del Centro-Nord. Si tratta di oltre il 13% del totale, quota che sale fino al 21% nelle discipline Stem.
I dati emergono dal report Svimez “Un Paese, due emigrazioni”, presentato in collaborazione con Save the Children, che fotografa un’Italia divisa anche nelle scelte formative e professionali delle nuove generazioni.
Le regioni di partenza e quelle di arrivo
Campania e Sicilia da sole generano quasi la metà del flusso in uscita. Sul fronte opposto, la Lombardia si conferma la regione più attrattiva, seguita da Emilia-Romagna e Lazio.
La scelta di iscriversi in un ateneo del Centro-Nord è spesso legata alla volontà di avvicinarsi a mercati del lavoro ritenuti più dinamici e ricchi di opportunità. Il dato occupazionale sembra confermare questa tendenza: tra i laureati che hanno conseguito il titolo in un’università del Centro-Nord, l’88,5% risulta occupato nella stessa macro-area a tre anni dalla laurea.
Diversa la situazione per chi si laurea nel Mezzogiorno: meno del 70% dei laureati trova lavoro nei territori di origine, segno di una minore capacità di assorbimento del mercato locale.
Migliora l’attrattività del Sud, ma restano i divari
Il rapporto evidenzia un miglioramento, negli ultimi anni, della capacità attrattiva degli atenei meridionali. Tuttavia, persistono significativi divari retributivi.
A tre anni dal titolo, i laureati italiani che lavorano all’estero percepiscono tra i 613 e i 650 euro netti mensili in più rispetto a chi resta in Italia. Anche all’interno del Paese le differenze sono marcate: il divario tra una laureata del Mezzogiorno e un laureato del Nord-Ovest raggiunge circa 375 euro mensili, con retribuzioni medie pari a 1.487 euro contro 1.862.
Il quadro delineato dalla Svimez restituisce l’immagine di una doppia mobilità: quella verso il Centro-Nord e quella internazionale. Un fenomeno che incide non soltanto sui percorsi individuali, ma anche sulle prospettive demografiche ed economiche del Mezzogiorno.
Articolo Precedente
Sassi di Matera: alla scoperta di un luogo unico al mondo
Articolo Successivo
Travel Hashtag a Matera per tracciare le nuove prospettive del turismo culturale
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.