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“Hirundini”, il nuovo album lucano tra tradizione orale e suoni contemporanei

22/05/2026

“Hirundini”, il nuovo album lucano tra tradizione orale e suoni contemporanei

Un dialogo continuo tra memoria popolare e ricerca sonora contemporanea attraversa “Hirundini”, il nuovo album firmato da Hiram Salsano e Marcello De Carolis, disponibile da oggi su tutte le piattaforme digitali e in formato fisico per l’etichetta MaDe Sound Records. Il progetto nasce in Basilicata e affonda le radici nella tradizione orale del Sud Italia, trasformando antichi canti popolari in un percorso musicale che guarda al presente senza rinunciare alla propria identità.

Voce e chitarra battente al centro del progetto

Il disco ruota attorno all’incontro tra la voce di Hiram Salsano e la chitarra battente di Marcello De Carolis. La prima, caratterizzata da una timbrica che richiama sonorità arcaiche, diventa il filo narrativo di storie sospese tra desiderio, attesa, libertà e distacco. La seconda, invece, supera il ruolo tradizionale di accompagnamento trasformandosi in elemento melodico, ritmico e percussivo.

Gli artisti descrivono “Hirundini” come un attraversamento continuo tra passato e trasformazione. L’album prende forma da materiali della tradizione meridionale rielaborati attraverso una scrittura contemporanea che non punta alla semplice conservazione, ma a una nuova interpretazione del patrimonio orale.

Al centro del lavoro emerge anche una riflessione sulle dinamiche tra femminile e maschile nel Meridione italiano, con uno sguardo rivolto alle contraddizioni sociali e culturali che attraversano ancora oggi molte comunità. La tradizione, nel disco, diventa così spazio di confronto e rilettura critica.

Le storie raccontate nei brani

La rondine evocata dal titolo dell’album diventa metafora di movimento, ritorno e ricerca identitaria. Ogni traccia sviluppa un frammento narrativo autonomo, collegato agli altri attraverso immagini e suggestioni comuni.

“Malandrina” affronta il tema di un amore ostacolato dal controllo sociale; “Tirolla” costruisce un universo capovolto dove ironia e desiderio di cambiamento convivono; la title track “Hirundini” si trasforma invece in una sorta di invito alla liberazione personale e all’accettazione di sé.

In “Fronni D’Alia” emerge una forte dimensione femminile, con il racconto di una ribellione contro un destino imposto. Il brano custodisce anche la voce della nonna di Marcello De Carolis, elemento che lega memoria familiare e continuità generazionale. “Uelì” richiama invece l’eredità artistica di Antonio Infantino, mentre “Lucana” si sviluppa come paesaggio strumentale essenziale e rarefatto.

Tra i brani presenti figurano anche “Vocula”, costruita tra ninna nanna e ritualità, “Te pretienne”, sospesa tra protezione e dispetto amoroso, e “Sona chitarra”, una tarantella che affida allo strumento musicale il compito di trasmettere un messaggio d’amore.

Produzione tra Potenza, Calabria e Milano

Dal punto di vista sonoro, “Hirundini” alterna elementi acustici a lavorazioni elettroniche discrete, con loop vocali e ritmici che ampliano il linguaggio della tradizione. Il progetto è stato registrato e mixato da Marcello De Carolis al MaDe Sound Studio di Potenza, mentre il mastering è stato curato da Alessandro Luvarà allo SpainAudio Studio di Molochio, in Calabria.

La traccia “Hirundini” è stata inoltre mixata in Dolby Atmos da Sabino Cannone presso il MoReVox di Milano. A chiudere il disco è “Fronni ~ (Teo De Bonis Remix)”, rielaborazione elettronica che riporta il progetto verso una nuova dimensione sonora mantenendo intatto il legame con la matrice originaria.

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Andrea Bianchi

Andrea Bianchi è web editor e reporter digitale specializzato in eventi e vita urbana. Racconta la città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e videocamera.