Basilicata, Bochicchio: “Un piano straordinario regionale sull’intelligenza artificiale”
21/04/2026
Un piano straordinario regionale sull’intelligenza artificiale che tenga insieme formazione, lavoro e diritti. È la proposta lanciata dal capogruppo di Avs-Psi-LBp in Consiglio regionale, Antonio Bochicchio, che interviene nel dibattito sull’impatto dell’IA in Basilicata partendo dalle iniziative di sensibilizzazione promosse dal Consiglio regionale insieme all’Ufficio scolastico regionale. Secondo l’esponente politico, l’attenzione crescente verso questi strumenti è un passaggio utile, ma non sufficiente se non viene accompagnato da una strategia pubblica capace di governare i cambiamenti già in corso.
Il plauso alle iniziative nelle scuole e il nodo della consapevolezza
Bochicchio esprime apprezzamento per il lavoro avviato dal Consiglio regionale in collaborazione con l’Ufficio scolastico, riconoscendo il valore di una campagna che punta ad accrescere la consapevolezza tra i giovani rispetto a una tecnologia destinata, a suo giudizio, a incidere profondamente sulla vita quotidiana e sugli assetti sociali. Nel suo intervento ringrazia il presidente del Consiglio regionale Marcello Pittella e gli uffici coinvolti, sottolineando come il confronto con le nuove generazioni sia essenziale per affrontare un passaggio che non appartiene più al futuro, ma al presente.
Per il capogruppo di Avs-Psi-LBp, l’intelligenza artificiale non va letta come una forza separata o autonoma rispetto all’essere umano. Al contrario, insiste sul fatto che intelligenza umana e artificiale non sono in competizione: la seconda deve essere intesa come supporto della prima, non come sua sostituzione. Pensare di rimpiazzare coscienza, giudizio e intelletto umano con l’IA, osserva, rappresenterebbe un errore grave oltre che irrealistico.
“Il cambiamento non è neutrale, dipende dalle scelte umane”
Nell’analisi di Bochicchio, l’elemento centrale è che ogni trasformazione tecnologica porta con sé opportunità e timori. Se da una parte l’intelligenza artificiale apre scenari nuovi, dall’altra genera inquietudini rispetto agli effetti su abitudini consolidate, organizzazione del lavoro e qualità della vita. Il punto, però, è che dietro questi cambiamenti non agisce un destino inevitabile: ci sono scelte umane, politiche ed economiche, e proprio su queste scelte si misura la responsabilità della classe dirigente.
Il consigliere regionale richiama in particolare le preoccupazioni espresse anche in Basilicata dalle organizzazioni sindacali, ritenendole fondate. A suo giudizio, la politica non deve né frenare per principio i processi di innovazione né subirli passivamente, ma deve governarli, orientandone gli effetti verso uno sviluppo equilibrato. Il compito dei decisori pubblici, spiega, è tenere insieme innovazione, crescita economica e qualità della vita, rafforzando i benefici e limitando le conseguenze negative.
L’impatto sul lavoro impiegatizio e il richiamo alla responsabilità politica
Bochicchio individua come novità più rilevante il fatto che l’IA stia incidendo in maniera diretta sul lavoro di concetto e, in misura crescente, sul settore impiegatizio. Nel suo intervento richiama le posizioni di Marco Bentivogli, sindacalista ed esperto di nuove tecnologie, secondo cui l’intelligenza artificiale non decide e non licenzia: le decisioni restano umane. Da qui deriva, nel ragionamento del capogruppo, la necessità di non usare la tecnologia come alibi per nascondere responsabilità che rimangono pienamente politiche ed economiche.
Per Bochicchio, attribuire automaticamente alla tecnica i cambiamenti in atto significa troppo spesso sottrarsi al dovere di scegliere. Al contrario, le decisioni che accompagneranno la diffusione dell’IA dovranno essere orientate alla giustizia sociale, mettendo al riparo lavoratrici, lavoratori e cittadini da processi che potrebbero aumentare precarietà o esclusione. In questo quadro, la neutralità della tecnologia viene esplicitamente contestata: ciò che conta davvero è l’uso che si decide di farne e il contesto normativo e politico entro cui viene inserita.
La proposta: formazione continua, sostegno alle imprese e tutele per chi rischia di restare indietro
La proposta finale avanzata da Bochicchio è che la Regione Basilicata avvii un vero piano straordinario sull’intelligenza artificiale. Un piano che, nelle sue intenzioni, dovrebbe servire sia ai lavoratori sia alle imprese, puntando su più livelli: formazione continua per chi è già occupato, rafforzamento delle competenze digitali nelle scuole e nelle università, sostegno alle aziende nei processi di innovazione e introduzione di strumenti di tutela per chi rischia di restare ai margini della trasformazione.
Bochicchio precisa che queste tutele non dovrebbero avere un carattere esclusivamente assistenziale, ma dovrebbero concentrarsi soprattutto sulla riqualificazione delle competenze, così da accompagnare chi è esposto al cambiamento verso nuove opportunità professionali. L’innovazione, sostiene, non può essere lasciata a sé stessa: ha bisogno di politiche pubbliche chiare, capaci di indirizzarla verso benefici diffusi e non verso un aumento delle disuguaglianze.
Nel suo intervento, il capogruppo di Avs-Psi-LBp colloca dunque il tema dell’intelligenza artificiale dentro una cornice che unisce sviluppo, welfare, formazione e qualità del lavoro. L’idea di fondo è che l’IA rappresenti una trasformazione paragonabile alle grandi rivoluzioni del passato, ma che gli effetti reali dipenderanno dalla capacità delle istituzioni di guidarla. Per questo, conclude, la Basilicata ha bisogno di una scelta politica esplicita, che trasformi il dibattito sull’innovazione in una strategia regionale concreta.
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Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.